Un angelo tentatore, un locale, L'Angelo Azzurro, il luogo dove il rigido professore Immanuel Rath viene rapito dalla bellezza della cantante Lola Lola che, cantando con sensualità e muovendosi con fascino riesce a far innamorare di se l'insegnante il quale decide di unirsi a lei sposandola, unione questa che non avrà però un lieto fine. La vicenda del professore Rath e della cantante Lola Lola è raccontata nel film del 1930 L'angelo Azzurro (Der Blaue Engel), pellicola tedesca diretta da Josef von Sternberg che segna la consacrazione di Marlène Dietrich, attrice fino ad allora quasi sconosciuta (pur avendo già interpretato un notevole numero di pellicole), come diva cinematografica ed eterna sex-symbol. La scena più famosa del film è proprio quella dove la Dietrich canta il brano Ich bin von Kopf bis Fuß auf Liebe eingestell (in inglese Falling in Love Again) con la sua voce roca e sensuale, i suoi movimenti accattivanti e le sue lunghe gambe, attirando l'attenzione non solo del professor Rath ma anche di tanti uomini della vita quotidiana, attratti da questa donna fatale e piena di fascino. L'Angelo Azzurro lanciò definitivamente la Dietrich come star Hollywoodiana, messa spesso in contrapposizione alla DivinaGreta Garbo. Ecco infine la scena dell'incontro tra il professore Immanuel Rath e la ballerina Lola Lola, buona visione
Un brano rock and roll, pieno di ritmo e movimento, descrizione che ben si adatta aTutti Frutti, canzone del 1955 di Little Richard, The Original King of Rock and Roll.
Il suo Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom! (un'onomatopea del suono della batteria) è diventato celebre in tutto il mondo e ha contribuito a fare della canzone uno dei brani più famosi del panorama musicale.
Fatto curioso riguardo la storia del brano è la composizione del testo: Tutti Frutti non nasce infatti con le parole che tutti noi conosciamo, dove il protagonista parla di Sue e Daisy, le sue due ragazze. La prima, nonostante sia impegnata a rockeggiare sia ad est che ad ovest è la ragazza che lui ama di più, in quanto sa cosa fare (I got a girl, named Sue,she knows just what to do. She rock to the east, she rock to the west,, she's the girl hat I love best); Daisy invece fa diventare il protagonista quasi pazzo ma in compenso sa bene come amare il suo uomo (I got a girl, named Daisy, she almost drives me crazy. She knows how to love me ,yes indeed).
Tutto questo nel testo originale non era presente e anzi il contenuto della canzone sembra alludesse al sesso anale, ciò non andava certo bene per il mercato musicale, quindi dopo una bella ripulita, la canzone venne lanciata nel 1955 da Richard e catturò l'attenzione della gente con la sua grinta e il suo ritmo, entrando nella classifica delle migliori canzoni di tutti i tempi e diventando uno dei brano più rappresentativi del Rock and Roll.
Con un successo così le cover non sono certo venute a mancare e, infatti, tra i rifacimenti si ricordano quello dei Queen, di Sting e di Pat Bone ma la cover più nota è sicuramente quella di Elvis Presley, che conferisce al brano ancor più movimento rispetto alla versione di Little Richard e, in più utilizza Il Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bomterminando sempre con bam-boom invece che utilizzare anche il bop-bop della versione di Richard.
Ma che sia modificata, meno o più ritmata, cantata dal Vero re del Rock and Roll, da Elvis, o da qualsiasi altro artista, Tutti Frutti resta un pezzo trascinante con il quale è impossibile non muovere le proprie gambe.
Buon ascolto, by Pamy
Ecco il testo della canzone:
Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom I got a girl, named Sue, She knows just what to do I got a girl, named Sue, She knows just what to do She rocks to the east, She rocks to the west, but She's the girl That I love the best Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom
I got a girl, named Daisy, She almost drives me crazy I got a girl, named Daisy, She almost drives me crazy She knows how love me , Yes indeed Boy you don't know, What she's doing to me Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a. (Saxophone solo) Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom Got a girl, named Daisy, She almost drives me crazy Got a girl, named Daisy, She almost drives me crazy She knows how to love me , Yes indeed Boy you don't know, What she's doing to me Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti
Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom
Ecco la traduzione:
Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom
Ho una ragazza che si chiama Sue sa semplicemente cosa fare ho una ragazza che si chiama Sue sa semplicemente cosa fare lei fa rock a est, lei fa rock a ovest ma è la ragazza che amo di più Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom
Ho una ragazza che si chiama Daisy mi fa quasi diventare pazzo ho una ragazza che si chiama Daisy sa come amarmi lo sa davvero ma tu non sai cosa sta facendo per me Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a.
Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom
Ho una ragazza che si chiama Daisy mi fa quasi diventare pazzo ho una ragazza che si chiama Daisy sa come amarmi lo sa davvero ma tu non sai cosa sta facendo per me
Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Tutti Frutti, aw rutti Wop-bop-a-loom-bop a-boom-bam-bom
Ed infine ecco la versione di Little Richard e di seguito quella di Elvis Presley:
Nella storia del cinema innumerevoli sono i film diventati capolavori, vere opere immortali, l'importanza di questi film è data, tra le altre cose, anche dalla presenza di scene divenute ormai celebri ed entrate nella memoria collettiva nel corso degli anni.
Ogni film che si rispetti ha la sua scena famosa, uno di questi è La febbre dell'oro del 1925 di Charlie Chaplin.
Il film è uno dei migliori del regista, per le tecniche di ripresa utilizzate, per il significato della storia e per le molte scene diventate ormai celebri tra le quali figura La danza dei panini.
In questa scena, il protagonista Charlot, decide improvvisare, durante una cena con alcune donne, tra le quali si trova la ragazza della quale è innamorato, Georgia (in verità si tratta di un sogno del povero vagabondo che nel mondo reale è solo ad aspettare l'arrivo delle signore) un improbabile balletto con due panini infilati in due forchette, provocando il divertimento e gli applausi delle sue ospiti.
La sequenza non è una creazione del regista, fu infatti presentata per la prima volta dall'attore Fatty nel 1917, Chaplin la riprese caricandola di una comicità e di un'interpretazione così pura e piena di ironia e divertimento che ne hanno fatto una delle scene più celebri della storia del cinema, a dimostrazione che un vero artista riesce ad essere grande anche con pochi mezzi e a provocare emozioni ancor dopo molti anni.
Che siano sportive, in carriera, ricche, famose, o persone comuni, è capitato a tutte le donne di sentirsi attratte da un diamante, la lucentezza di questo minerale non può non attirare l'attenzione e almeno una volta nella vita si è desiderato ricevere per regalo un bel prezioso, che sia incastonato in un anello o che orni degli orecchini o una collana.
Nemmeno gli uomini riescono a fuggire al suo fascino, difatti sono molti quelli che regalano un prezioso alla donna che amano, uno dei più famosi è Richard Burton, uno dei sette (e forse il più noto) mariti dell'attrice Elizabeth Taylor che non mancava di regalarle, tra altri doni altrettanto preziosi, un enorme e bellissimo diamante ogni volta che voleva riappacificarsi con lei dopo una furibonda lite, uno dei diamanti è stato anche chiamato con i nomi dei due attori: il Taylor-Burton.
Ad un elemento così importante non poteva certo non essere dedicata una canzone e infatti nel 1949 viene composto per il musical Gli uomini preferiscono le bionde un brano intitolato Diamonds are a girl's best friend.
Già dal titolo si capisce quasi immediatamente che i diamanti ne sono il tema principale, sottolineato ancora di più nel testo che inoltre illustra come le donne preferiscano i diamanti ad un baciamano, ad un innamoramento, persino a chi, come i francesi "are glad to die for love" (sono felici di morire per amore), insomma una canzone dove l'importanza dei diamanti nella vita di una donna è definita quasi assoluta.
Il brano ha avuto molte interpretazioni nel corso degli anni, la più famosa è sicuramente quella dell'attrice Marilyn Monroe nel film Gli uomini preferiscono le bionde del 1953, tratto dall'omonimo musical per il quale la canzone era stata composta. Salvo alcuni momenti dove viene doppiata (ad esempio nella serie di no molto acuti ad inizio della canzone) dal soprano Marni Nixon, la Monroe regala una simpatica e sensuale versione del brano che, insieme al fascino dell'attrice, all'ormai celebre abito rosa da lei indossato, ai ballerini che la circondano e, naturalmente, ai diamanti che le girano attorno ,ne hanno fatto una delle scene più famose della storia del cinema e hanno permesso a Diamonds are a girl's best friend di raggiungere un successo planetario tanto che il titolo stesso della canzone è ormai diventato un modo di dire.
Sono molti sono gli omaggi che verranno fatti al brano e alla stessa interpretazione di Marilyn, i più noti sono il video della canzone Material girl (1985) di Madonna dove la cantante ripropone la celebre scena interpretata dalla Monroe, e la versione di Nicole Kidman nel film Moulin Rouge (2001). In ordine di tempo, l'ultima interpretazione famosa è quella di Beyoncé Knowles che canta Diamonds are a girl's best friend per una pubblicità Armani (2007)
La canzone risulta essere forse un po' materialista e, sicuramente, non tutte le donne possono permettersi diamanti e non tutte li considerano i loro migliori amici, ma non si può negare che essi attirino l'attenzione e almeno una volta si è desiderato trovarsi in mezzo a tanti uomini, fasciate in un aderente abito rosa con un grande fiocco e poter cantare che i diamanti sono i migliori amici di una ragazza.
Ecco il testo della canzone:
The french are glad to die for love
they delite in fighting duels
but i prefer a man who lives and gives
expensive jewels
A kiss on the hand maybe quite continental
but diamonds are a girls best friend
a kiss may be grand but it won't pay the rental on your humble flat
or help you at the automat
men grow cold as girls grow old
and we all lose are charms in the end
but square cut or pear shape these rocks don't lose there shape
diamonds are a girls best friend
Tiffany's!
Cartiea!
Black star rus course
talk to me harry winston! tell me all about
there may come a time when a lass needs a lawyer
but diamonds are a girls best friend
there may come a time when a hard boild employer thinks your awful nice
but get that ice or else no dice
he's your guy when stocks are high but beware whent they start to decend
because thats when those louses go back to there spouses
diamonds are a girls best friend
I've heard of affairs that are strictly platonic
but diamonds are a girls best friend
and i think affairs that you must keep the sonic of better bets
if little bets get big bagettes
time rolls on and youth is gone and you can't straighten up when you bend
but stiff back or stiff knees you stand straight at Tiffany's
diamonds diamonds I don't mean rhinstones but diamonds are a girls best best friend
Ecco la traduzione:
I francesi amano morire per amore amano sfidarsi in duelli pericolosi ma io preferisco un uomo che viva e regali costosi gioielli
Un baciamano può essere molto raffinato ma i diamanti sono i migliori amici di una ragazza
sei in grado di pagare l'affitto del tuo appartamentino o fornire cibo al tuo gattone Gli uomini si raffreddano quando le donne invecchiano e noi tutte perdiamo il nostro fascino alla fine ma quadrati o a forma di pera la sostanza di queste pietre non muta I diamanti sono i migliori amici di una ragazza
Tiffany! Cartier!
Visto che viviamo in un mondo materiale io sarò una ragazza materiale
Venitemi a prendere, ragazzi! Black Star! Roscor! Parlami Harry Zidler, dimmi tutto in quanto!
Potrebbe arrivare il tempo in cui necessiterai di un legale ma i diamanti sono i migliori amici di una ragazza Potrebbe venire il tempo in cui un rozzo generale vi reputerà molto carina ahu! Ma rompi il ghiaccio o niente più vizi
E' la tua ragazza quando le quotazioni sono alte e ti lascia quando inziano a declinare ooohh i diamanti sono i migliori amici i diamanti sono i migliori amici i diamanti sono i migliori amici di una ragazza
E quando questi vermi torneranno dalle loro spose I diamanti sono i migliori amici di una ragazza
Ed infine ecco il video dell'interpretazione di Marilyn Monroe tratto dal film Gli uomini preferiscono le bionde
Cosa succederebbe se un bambino appena nato venisse abbandonato per la strada dalla madre e fosse raccolto da un vagabondo di passaggio, simpatico e generoso, quanto pasticcione e maldestro? Il piccolo verrebbe accudito e cresciuto nella piccola e misera abitazione del padre adottivo che, con ingegni di ogni tipo (come usare una teiera al posto del biberon o tagliare un buco nella sedia per permettere al bambino di poter fare i bisognini senza problemi) e, soprattutto, con tanto amore, farebbe diventare il suo trovatello un tenero, vivace e astuto bambino. Se poi questo bambino lo aiutasse nel suo lavoro di vetraio (rompendo i vetri delle finestre che il vagabondo sostituirebbe poi con il suo), lo accudisse e lo amasse a sua volta, sembrerebbe che tutta la storia non potrebbe concludersi in maniera migliore. Se ci fossero però persone che non vedrebbero di buon occhio il fatto che un vagabondo cresca un bambino e se anche la madre naturale del piccolo, dopo cinque anni, sentisse il bisogno di ritrovare il figlio, ecco che la situazione cambierebbe drasticamente e che i due si troverebbero ad affrontare vari problemi per restare insieme fino però a essere separati. Il vagabondo tornerebbe a casa distrutto e si accascerebbe sulle scale della sua abitazione dove vive, triste, consapevole che ormai ha perso per sempre suo "figlio", ma se alla fine venisse portato in una lussuosa casa dove, ad accoglierlo ci fossero il suo amato bambino che gli salta al collo e la giovane madre, tutto si concluderebbe nel migliore dei modi e probabilmente più di qualcuno penserebbe che non sarebbe tanto male avere un vagabondo per padre.
Quella di sopra altro non è che una breve sintesi del film Il monello, pellicola del 1921 interpretata, diretta, prodotta e musicata dal grandissimo ed eterno Charlie Chaplin. Chaplin è celebre soprattutto per il suo personaggio Charlot, un vagabondo (il suo nome in inglese è appunto The tramp: Il vagabondo) divertente, ben educato ma anche distratto, casinista e, all'occorrenza, molto astuto. Charlot è già apparso in numerosi film degli anni precedenti, come Charlot il vagabondo (1915) Charlot soldato (1918) Vita da cani (1918), cortometraggi dove la comicità e una serie di spassose gag fanno da padrone e che mettono in risalto la capacità di Chaplin di utilizzare i movimenti del corpo e le espressioni del viso per provocare divertimento e ilarità nel pubblico. Con Il monello, suo primo lungometraggio, Chaplin però presenta un film fatto non solamente di comicità ma anche di momenti più drammatici, così che il pubblico possa sì ridere e divertirsi ma anche riflettere sulla società del tempo, criticata aspramente dall'artista, una società fatta di ingiustizie e prepotenze nei confronti dei più deboli. Questa visione della vita deriva forse dal fatto che lo stesso Chaplin abbia avuto un'infanzia non molto felice, passata insieme al fratello Sydney tra istituti e collegi, a causa della separazione dei genitori e per le misere condizioni economiche della famiglia. Anche altri avvenimenti drammatici della sua vita, come la morte del figlio Norman Spencer, avuto dalla prima moglie Mildred Harris, a pochi giorni dalla nascita, potrebbero aver ispirato la nascita di un film incentrato sul tenero rapporto tra un padre (pur se non naturale) e un bambino. E' certo che il film ha avuto una lavorazione molto travagliata, che richiese più di un anno di lavoro, soprattutto a causa della perdita del figlio e del divorzio dalla moglie, quest'ultimo avvenimento ha anche rischiato di far finire la pellicola sotto sequestro, fortuna vuole che Charlie avesse conservato una copia della pellicola potendo far conoscere al mondo una delle sue opere meglio riuscite. Ad aver contribuito al successo del film, oltre alla regia, alla splendida recitazione di Charlie, al significato del film e all'utilizzo delle musiche, è sicuramente la figura del Monello, interpretato straordinariamente da Jackie Coogan, quel bambino che negli anni sessanta interpreterà Zio Fester nella popolare serie tv La famiglia Addams. Il piccolo Jackie, con la dolcezza tipica della sua età e con una grande capacità recitativa, ci regala l'interpretazione di un bambino che ispira simpatia e tanta tenerezza, piccolo e ancora indifeso, ma anche in grado di prendersi cura a sua volta del suo papà adottivo (sgridandolo addirittura per farlo alzare dal letto) e di difenderlo con coraggio. Un rapporto profondo e commovente quello tra Charlot e il suo Monello, come si può vedere in molte scene del film come, ad esempio, quando il piccolo collabora al lavoro del padre rompendo i vetri delle finestre altrui, o la scena in cui Charlot cerca di salvare prima il figlio, e poi se stesso, da una sicura pestata o ancora nella scena dove il vagabondo insegue sui tetti il furgone, che gli sta portando via il bambino, per poi riuscire a raggiungere il suo pupo e tenerlo stretto a se in un abbraccio commovente. E' questa una delle scene più celebri del film, scena che a mio avviso ne riassume tutto il significato: si trova la comicità (nella sequenza in cui Charlot corre sui tetti seguito da un poliziotto), mescolata ad una situazione drammatica dove ciò che più ha significato è l'amore che un padre e un figlio provano reciprocamente. Una scena che, oltre a far ridere, o meglio, sorridere, emoziona e spinge a pensare.
Nonostante siano passati novant'anni dalla sua uscita, Il monello rimane ancora oggi uno dei migliori lavori della carriera di Charlie Chaplin, una pellicola sempre capace di divertire, intenerire e commuovere, un film quindi, come scrisse lo stesso Chaplin nei titoli di testa "con un sorriso e, forse, una lacrima"
Un Fred duro, un Fred melodico, un Fred ironico. E' ciò che, a mio parere, caratterizza rispettivamente le interpretazioni de Il dritto di Chicago, Guarda che luna e A qualcuno piace Fred, gli ultimi tre brani dello spazio dedicato a Buscaglione.
Che Fred fosse un duro (sulle scene musicali) è ormai risaputo, ma con Il dritto di Chicaco del 1960 supera sé stesso vestendo i panni di Sugar Bing, il dritto di Chicago appunto, un duro dal grilletto facile che ha come padrino Al capone ed è stato abituato fin da piccolo a bere whisky e gin. Personaggio dalla vita turbolenta, risoluto nel farsi rispettare persino dai poliziotti, capace di rendere pazza ogni donna che lo vede grazie al suo "fascino latin", può permettersi di non andare ad un pranzo ad Hollywood con Kim Novak e, addirittura di rifiutare un bacio ad Ava Gardner. Il dritto di Chicago è un brano con un enorme ritmo swing, movimentato ed energico che riunisce personaggi immaginari, come Peter Kan e altri reali come Al Capone e Ava Gardner, tutti però usati sempre con quell'intento parodistico che rende le canzoni di Fred dei veri capolavori tanto che, a trentanni dalla morte del cantante, Rino Gaetano ne rifece una versione in uno stile altrettanto simpatico e originale.
Secondo brano, altro successo grandissimo di Fred, Guarda che luna è sicuramente una canzone melodica e struggente, ma piena di forte sentimento e carica emotiva che trasporta e incanta l'ascoltatore, a prova del fatto che Buscaglione eccelleva anche nei generi diversi da quello ironico e parodistico. Scritta nel 1959 da Walter Malgoni e Bruno Pallesi il brano canta la storia di una storia d'amore ormai terminata, l’introduzione riprende la melodia de Lasonata n°14 di Beethoven, conosciuta, appunto, come ‘Moonlight’ o ‘Chiaro di luna’; l'armonia della musica, unita alla grande capacità interpretativa di Buscaglione ne hanno fatto una delle canzoni d'amore più belle di tutti i tempi, ancora adesso fonte di emozione per molte persone, negli anni a venire ne sono state fatte molte cover, ma nessuna forse eguaglia la versione di Fred, capace di suscitare sentimenti con il suo carisma e la sua immensa bravura di cantante.
A qualcuno piace fred 1960 è un brano di piacevole ascolto, dove Fred ancora una volta si descrive come un duro sgorbutico ma allo stesso tempo simpatico, amante del whisky, delle macchine e delle belle donne. In questa canzone Fred inoltre si domanda come mai piaccia tanto alla gente senza saper trovare una giusta risposta, indubbiamente nella vita reale i motivi che lo rendono interessante alla persone sono stati più volte ribaditi in questi spazi dedicati a lui. Il brano si trova nella colonna sonora del film omonimo ma modificò il titolo in Noi duri quando uscì a Febbraio del 1960, con grandissimo successo, poche settimane dopo la morte di Fred, che aveva finito le riprese qualche giorno prima della sua scomparsa. Se non fosse morto Fred avrebbe sicuramente continuato a regalarci altri capolavori e a sorprenderci con la sua arte, il suo genio se ne è andato con lui il 3 febbraio del 1960, ma a distanza di più di 50 anni, Buscaglione rimane unico e inimitabile nel suo genere e uno dei migliori cantanti che la musica italiana abbia conosciuto, da non dimenticare mai. Buon ascolto.